Soli Deo Gloria
Salmo 23
Salmo 23
Esegesi contestuale sul testo originario
Nicola Martella
Tante volte incontriamo nella Bibbia il pastore come simbolo della cura costante del Signore per i suoi devoti.
Ciò non meraviglia, poiché i patriarchi erano stati pastori e lo stesso Davide fu preso dal Signore da dietro alle greggi
per farne il re d’Israele.
Quando mi fu proposto di scrivere un libro sul Salmo 23, trovai la proposta interessante. Riflettei su tale componimento, mi riportai alla mente il tema, pensai un po’ ai problemi d’interpretazione da risolvere e così via.
Dapprima volevo scrivere qualcosa di leggero ai fini dell’edificazione e dell’incoraggiamento. Volevo resistere a
un’analisi esegetica accurata, anche perché prende sempre
tanto tempo e costa sacrificio. Dovevo però inevitabilmente
partire da una traduzione precisa e letterale del Salmo 23.
Infatti, bene presto, mi accorsi che, per poter interpretare
in modo corretto il salmo, dovevo necessariamente consultare
il testo ebraico. Tanto valeva tradurlo del tutto, per andare
sul sicuro.
Passando a commentare parte per parte, ho dovuto necessariamente spiegare perché son partito da tale traduzione
e che cosa i termini significassero nel testo originario.
Mi sono reso conto, ancora una volta, che spiegare il testo
correttamente non è possibile senza una sua analisi attenta
nell’originale. È stato quindi più forte di me: non ho potuto semplicemente deporre i miei panni di studioso e, perciò,
mi sono messo a lavorare sul testo ebraico, pressoché parola
per parola. I risultati sono però soddisfacenti e non mancano
alcune sorprese. Da un lavoro così meticoloso, il primo ad averci guadagnato, quanto a conoscenza del testo e gratitudine
a Dio per la sua opera, sono stato proprio io stesso.
Nicola Martella