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Notizie da Israele


Mail di preghiera e informazione della amzi
associazione per la testimonianza messianica a Israele
amzi, 27 Febbraio 2017
 
1. La Parola di Dio agisce - anche nei più piccoli
2. Il Messia deve morire
3. Perseguitato e graziato
4. Immigrati bisognosi
5. Viaggio in Israele
6. Link della settimana

 
Le informazioni seguenti sono da utilizzarsi come soggetti di preghiera; fate scoprire anche ai vostri amici questo servizio gratuito di amzi. La riproduzione dei testi, non modificati e con l'indicazione della fonte, è permessa per informazioni interne alle chiese, mentre per l'uso su internet, giornali, riviste, radio e televisione è necessario chiedere l'autorizzazione. Per richiedere o disdire l'invio di questa e-mail, scrivere all'indirizzo: gebet@amzi.org
 
1. La Parola di Dio agisce – anche nei più piccoli
Munir Kakish, Comunità evangelica araba, Ramallah
Siamo contenti che ultimamente vari bambini nuovi abbiano iniziato a partecipare al nostro programma per i bambini. Fra loro ci sono Carla, Olivia e Rula, tre sorelle che hanno iniziato a frequentare la nostra chiesa insieme con la famiglia. I genitori, pur provenendo da un ambiente non cristiano, apprezzano gli insegnamenti su Gesù a tal punto che hanno iniziato a parlare della Parola di Dio alle loro figlie, con effetti evidenti. Quando Jackie Kakish ha raccontato all’ora felice del venerdì la storia di Zaccheo e ha posto delle domande sul racconto, Rula è stata la prima a rispondere (dando una spiegazione che alcuni bambini cresciuti in famiglie cristiane non avrebbero saputo dare). L’ha fatto addirittura citando il testo biblico. Quando Jackie le ha chiesto, come mai conoscesse tutte quelle cose, ha spiegato di aver visto il film Jesus in arabo e che i genitori le leggono spesso le storie della Bibbia per bambini. Lodiamo Dio per la potenza che c’è nella sua Parola.
 
2. Il Messia deve morire
Rachel Netanel, Beth Netanel, Gerusalemme
Tre settimane fa la mia amica P., che lavora come guida turistica a Ein Kerem, ha accompagnato un gruppo di 35 israeliani a un concerto al Beth Netanel. Io ho mostrato agli ospiti il giardino e la casa. Quando ho raccontato della mia fede in Jeshua, alcuni di loro mi hanno chiesto se mi considerassi ancora un’ebrea. Dato che alcuni uomini indossavano la kippah (copricapo ebraico), sapevo che erano religiosi. Perciò, partendo dall’Antico Testamento, ho iniziato a spiegare perché soltanto Jeshua può essere il Messia. „Leggete in Daniele 9:26: ‚Dopo le sessantadue settimane un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui.’ Il Messia deve quindi morire. Lo credete?“ Mi hanno risposto: „No, e quando verrà tutti lo sapranno.“ Allora ho obiettato: „È già venuto, ma noi non l‘abbiamo ricevuto.“ La discussione è andata avanti per qualche tempo e vari ospiti erano molto interessati. Alcuni di loro hanno addirittura chiesto di venire da noi per una cena del Kabbalat Shabbat (festa di inizio del Shabbat) per saperne di più. Non vedo l’ora di raccontare ancora del vero Messia a queste persone.
 
3. Perseguitato e graziato
Comunità messianica Chasdei Jeshua, Arad
Hussain, il giovane beduino che qualche anno fa è giunto alla fede e frequentava la nostra chiesa, aveva stipulato una specie di “cessate il fuoco” con gli abitanti del suo villaggio, dopo che era stato battuto e scacciato dalla sua casa a causa della sua fede. La situazione è rimasta tranquilla finché non è tornato il fratello maggiore dalla Giordania, dove è stato radicalizzato, e ha saputo che Hussain non è più musulmano. Il fratello ha istigato gli abitanti del villaggio a uccidere Hussain e così abbiamo dovuto portarlo al sicuro in un altro posto.
Prima di giungere alla fede, Hussain era stato coinvolto in azioni criminali per le quali ora è stato citato in tribunale. Per noi è stato un miracolo che il giudice, visti gli evidenti cambiamenti nella vita di Hussain, non lo abbia condannato alla prigione. Hussain ha persino avuto l’opportunità di testimoniare della sua fede in Jeshua davanti alla corte. Pregate che continui a crescere nella fede e che possa superare il trauma di essere perseguitato dalla propria famiglia.
 
4. Immigrati bisognosi
Baruch Kerem, Comunità messianica Beth Hallel, Ashdod
Nell’ambito del mio servizio diaconale volontario ho avuto la possibilità di collaborare in un progetto a favore dei nuovi immigrati. Abbiamo distribuito delle stufe e delle coperte. Nella nostra zona la maggior parte delle abitazioni non ha un impianto di riscaldamento centralizzato e ha finestre con un solo vetro, nonostante le temperature possano scendere anche a 5°C. Le famiglie sono state molto riconoscenti per questi regali.
Anche nel nostro centro di distribuzione ho regolarmente contatto con persone bisognose. Dato che passano spesso e hanno tempo per chiacchierare, c’è la possibilità di parlare loro della fede. In questo periodo stanno arrivando numerosi immigrati dalla Russia e dall’Ucraina. Sono in fuga dalla guerra che viene condotta sia con le armi sia con la propaganda nei mass media. Anche da noi è possibile percepire le tensioni esistenti fra i due gruppi ma non ho mai sentito pronunciare una parola di astio nei nostri locali. L’atmosfera di amore ha un effetto positivo su di loro.

5. Viaggio in Israele
Dal 1 al 8 marzo, Jurek Schulz, Martin Rösch e Catherine Meerwein sono in viaggio con tre membri del comitato di amzi per visitare Israele, incontrare i partner e dialogare con loro. Chiediamo a Dio di darci saggezza, orecchie aperte e di proteggerci durante i vari spostamenti.

6. Link della settimana
Talpa meccanica cinese a Tel Aviv
 





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